Il virus Michelangelo e la paura del 1992: quando il mondo temette per i propri PC

Il virus Michelangelo rappresenta uno dei malware più noti della storia informatica; la sua fama, tuttavia, si deve più all’allarmismo mediatico dell’epoca che ai danni effettivamente causati.

Scoperto inizialmente in Australia nel febbraio del 1991, si trattava di un virus progettato per colpire i sistemi operativi MS-DOS. Modificava il settore di avvio dei floppy disk: se una persona dimenticava un dischetto infetto inserito nel Computer e lo accendeva, il virus entrava in azione prima ancora del caricamento del Sistema Operativo.

Una volta infettato il PC, il virus si insediava nella memoria e nel disco rigido rimanendo completamente invisibile e innocuo per quasi tutto l’anno, infettando silenziosamente ogni altro floppy disk inserito in quel Computer. Il virus si doveva attivare soltanto il 6 marzo di ogni anno ( data di nascita di Michelangelo Buonarroti, da qui il nome dato al virus ): in quel giorno il virus usciva dallo stato “letargico” e sovrascriveva i primi 100 settori del disco rigido con dei caratteri nulli, distruggendo il Master Boot Record e la File Allocation Table: in pratica cancellava la mappa del disco rendendo il PC impossibile da avviare e i dati del tutto irrecuperabili ( almeno senza l’intervento di un tecnico specializzato ).

All’inizio del 1992 John McAfee ( fondatore dell’azienda produttrice del famoso antivirus ) dichiarò pubblicamente che il virus aveva già infettato tra i 5 e i 10 milioni di Computer in tutto il mondo! I telegiornali e i quotidiani dell’epoca alimentarono un’isteria collettiva senza precedenti ( piatto ricco, mi ci ficco! ) non approfondendo neanche la fonte della notizia ( bisogna anche dire che all’epoca c’era ancora molta ignoranza sul mondo dei Computer e dell’Informatica in generale ) e molti consigliarono addirittura di tenere i Computer spenti per l’intera giornata del 6 marzo per evitare il disastro.

Quando arrivò il fatidico giorno lo scenario apocalittico non si realizzò, poiché in tutto il mondo i Computer effettivamente danneggiati furono solo tra i 10.000 e i 20.000. Chiaramente per le aziende e gli utenti colpiti si trattò di un grosso danno economico, ma il numero di infezioni reali fu infinitamente inferiore rispetto alle previsioni catastrofiche.

Tuttavia, quell’allarmismo mediatico ebbe il merito di richiamare per la prima volta l’attenzione del grande pubblico sull’esistenza dei malware e sull’importanza di proteggere i propri sistemi…e fece la fortuna delle prime aziende produttrici di antivirus che videro le vendite schizzare alle stelle!

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