L’ABC dell’informatica: il Computer che spiegò tutto partendo da 0 … e 1!

L’Atanasoff-Berry Computer (ABC) è considerato il primo Computer elettronico digitale automatico della storia e fu sviluppato tra il 1937 e il 1942 negli Stati Uniti da John Vincent Atanasoff e dal suo studente Clifford Berry presso l’Iowa State College, con l’obiettivo di risolvere in modo più rapido ed efficiente i sistemi di equazioni lineari.

L’ABC introdusse innovazioni fondamentali per l’informatica moderna, tra cui l’uso del sistema binario al posto di quello decimale, l’impiego di circuiti elettronici basati su valvole termoioniche e la separazione concettuale tra unità di calcolo e memoria, quest’ultima realizzata tramite condensatori montati su tamburi rotanti che richiedevano un continuo processo di rigenerazione dei dati.

Nonostante queste caratteristiche rivoluzionarie, il Computer non era programmabile né universale, non era in grado di eseguire istruzioni diverse dal compito per cui era stato progettato e non fu mai completato come macchina commerciale, anche a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale e della mancanza di una documentazione sistematica.

Per molti anni il contributo dell’ABC rimase poco conosciuto, ma nel 1973 un tribunale statunitense riconobbe ufficialmente che le idee fondamentali del Computer elettronico digitale erano da attribuire ad Atanasoff, invalidando il brevetto dell’ENIAC e restituendo all’ABC il ruolo di pietra miliare nella storia dell’informatica, poiché segnò il passaggio decisivo dal calcolo meccanico a quello elettronico.

Corsi e ricorsi: durante il processo emerse che John Mauchly, uno dei progettisti dell’ENIAC, aveva visitato Atanasoff nel 1941 e aveva avuto accesso diretto alle idee e ai principi su cui si basava l’ABC, inclusi l’uso del sistema binario, l’elettronica a valvole e la separazione tra memoria e unità di calcolo… Non ci ricorda la famosa visita di Steve Jobs alla Xerox dove vide la prima interfaccia grafica di un Sistema Operativo?

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