Come un Baby di 77 anni fa ha cambiato il volto dell’informatica moderna

Giugno 1948: viene eseguito il primo programma memorizzato su di un Computer: il “Manchester Small-Scale Experimental Machine” ( SSEM, soprannominato “Baby” ). Il programma fu progettato per testare l’affidabilità del Computer stesso e durò 52 minuti, eseguendo 3.5 milioni di operazioni.

La macchina fu progettata apposta per eseguire solo quel software, non era pensato per essere un Computer “utile” per eseguire calcoli e/o funzioni utili ad un dipartimento universitario o una industria in generale, ma solo era un banco di prova sperimentale per testare una nuova idea: la memoria elettronica a tubo Williams, che permetteva di conservare dati e istruzioni nello stesso spazio. Questo concetto rivoluzionario all’epoca, derivato dal modello di Von Neumann, consentiva al Computer di leggere un programma direttamente dalla memoria invece di doverlo impostare manualmente ogni volta.

Il SSEM aveva un’architettura molto semplice: una memoria di sole 32 parole da 32 bit, un’unità aritmetico-logica capace di eseguire operazioni di base, e un set istruzioni molto ridotto ( solo sette istruzioni! ). Il primo programma mai eseguito da Baby era destinato a calcolare il più grande divisore proprio di un numero e richiese 52 minuti per arrivare alla soluzione, dimostrando però la fattibilità della macchina.

Un aspetto poco noto è che il progetto partì inizialmente considerando la macchina solo come un prototipo transitorio: infatti appena pochi mesi dopo, nel 1949, l’esperienza del SSEM portò direttamente alla costruzione del Manchester Mark I, molto più potente e con applicazioni pratiche, che a sua volta influenzò il progetto del Ferranti Mark I, considerato il primo Computer commerciale al mondo.

Curiosamente, il soprannome “Baby” non è documentato ufficialmente nei primi rapporti: sembra sia nato in seguito come appellativo affettuoso da parte del team ( composto da Frederic C. Williams, Tom Kilburn e Geoff Tootill ). Inoltre, la macchina non aveva un output come lo intendiamo oggi: i risultati venivano letti direttamente dallo schermo del tubo Williams che mostrava punti luminosi corrispondenti ai bit della memoria e questa cosa la vediamo sempre oggi in tanti film di fantascienza dove ci sono pannelli stracolmi solo di led lampeggianti, ecco cosa sono: la memoria del Computer vista “in diretta”! Led acceso o spento che corrisponde allo stato del bit: 1 o 0.

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