Quando IBM rischiò tutto (e vinse): la storia del System/360, il computer che inventò l’aggiornamento.

Aprile 1974, IBM lancia l’architettura mainframe System/360, composta da 6 modelli completamente compatibili e oltre 40 periferiche. La linea, soprannominata “360” perché pensata per clienti di ogni tipo e dimensione, costò a IBM più di cinque miliardi di dollari in sviluppo ed è considerata una delle scommesse commerciali più rischiose di sempre.

Fino a quel momento, i sistemi informatici, anche quelli dello stesso produttore, erano generalmente incompatibili tra loro. Il software e le periferiche dei vecchi sistemi non funzionavano con quelli nuovi. Ciò ostacolava l’accettazione e l’implementazione dei nuovi sistemi, poiché i clienti aziendali erano riluttanti a perdere gli investimenti nei sistemi esistenti. Grazie allo sviluppo di una serie di mainframe reciprocamente compatibili, i clienti avevano la certezza che i loro investimenti non sarebbero andati persi se avessero acquistato ulteriori modelli System 360.

La scommessa di IBM fu ripagata generosamente, poiché solo nei primi tre mesi dal lancio, IBM ricevette ordini per 1,2 miliardi di dollari. Nel giro di cinque anni furono vendute oltre trentatremila unità, diffondendo in tutto il mondo il concetto di “aggiornamento” dei Computer. La famiglia 360 fu il sistema IBM di maggior successo di tutti i tempi, generando oltre 100 miliardi di dollari di fatturato fino alla metà degli anni ’80. Divenne poi la base per tutte le successive architetture mainframe IBM, che avrebbero detenuto una quota di mercato del 65% negli anni ’90.

L’architettura 360 ha anche introdotto sul mercato una serie di standard industriali, come lo standard mondiale dell’byte a 8 bit. La sua enorme popolarità ha catapultato il mondo degli affari nell’era tecnologica e ha trasformato l’industria informatica.

Foto: Living Computers: Museum+Labs, licenza CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

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