Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, mentre i primi Personal Computer e Home Computer iniziavano a diffondersi, si affermò anche una particolare categoria di macchine: i word processor hardware: sistemi progettati principalmente per la videoscrittura.
Non erano semplicemente macchine da scrivere elettroniche evolute, ma in molti casi veri computer, dotati di processore, memoria, monitor e unità floppy. La differenza principale era il loro utilizzo: invece di essere presentati come macchine generiche capaci di svolgere qualsiasi tipo di attività, venivano progettati e commercializzati per un compito preciso, ovvero scrivere, modificare, archiviare e stampare documenti.
Questo approccio può essere definito verticale. Come altri sistemi informatici dell’epoca dedicati all’elaborazione dati, alla contabilità o alla gestione aziendale, anche i word processor erano pensati per risolvere un problema specifico. Sebbene alcuni di questi sistemi potessero eseguire anche altri programmi, la loro funzione principale rimaneva la videoscrittura.
In quel periodo, infatti, il concetto stesso di Personal Computer era ancora in fase di definizione. Non era ancora del tutto chiaro quale sarebbe stato il vero ruolo dei Computer nella vita quotidiana e nel lavoro. Per molti utenti, un Computer era soprattutto uno strumento destinato a un’attività specifica: elaborare dati, gestire la contabilità, programmare oppure scrivere documenti.
I word processor cercavano quindi di unire la semplicità della macchina da scrivere con i vantaggi dell’informatica. Erano generalmente dotati di tastiera, monitor monocromatico, memoria, floppy disk e stampante integrata o collegabile. Il loro principale vantaggio era la possibilità di visualizzare il testo sullo schermo, correggerlo e modificarlo prima della stampa, oltre a salvarlo su disco per poterlo recuperare e riutilizzare in seguito.
Operazioni che con una macchina da scrivere tradizionale avrebbero richiesto la riscrittura completa di una pagina diventavano così molto più semplici. Era possibile correggere errori, inserire paragrafi, cancellare frasi e ristampare un documento tutte le volte che fosse necessario.
Tra i sistemi più noti vi furono lo Xerox 860, l’IBM Displaywriter, il Philips VideoWriter e la serie Olivetti ETV, particolarmente diffusa in Italia. Queste macchine venivano utilizzate soprattutto negli uffici, nelle aziende, negli studi professionali e nelle pubbliche amministrazioni.
Xerox 860

IBM Displaywriter

Philips Video Writer

Philips Video Writer

Il loro declino iniziò nella seconda metà degli anni Ottanta, quando i personal computer compatibili IBM e il Macintosh divennero più potenti, accessibili e facili da utilizzare. Software come WordStar, WordPerfect e Microsoft Word permisero ai PC di svolgere efficacemente le stesse funzioni dei sistemi dedicati.
A quel punto emerse con maggiore chiarezza il vero vantaggio del Personal Computer: non essere progettato per un solo scopo. La stessa macchina poteva essere utilizzata per scrivere, elaborare dati, gestire database, creare grafica o programmare.
I word processor hardware rappresentano quindi un’importante fase di transizione nella storia dell’informatica. Nati in un’epoca in cui il computer veniva spesso concepito come uno strumento specializzato, contribuirono a dimostrare i vantaggi della scrittura digitale. La loro successiva sostituzione da parte dei PC segnò invece il passaggio verso un’idea destinata a diventare fondamentale: un unico computer, grazie al software, poteva adattarsi a esigenze completamente diverse.

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