L’IBM 7030 Stretch, presentato nel 1961, è stato il primo supercomputer di IBM e uno dei progetti più ambiziosi della storia informatica. Sviluppato per il Los Alamos National Laboratory, mirava a essere cento volte più veloce dei Computer dell’epoca, ma raggiunse prestazioni “solo” trenta o quaranta volte superiori rispetto ai precedenti. Costruito interamente con transistor ( abbandonando per sempre la tecnologia a valvole termoioniche), il 7030 introduceva tecnologie innovative come la pipeline ed il parallelismo oltre ad utilizzare parole a 64 bit, un’idea non standard all’epoca ( Acc! Ma da quanto tempo abbiamo i nostri PC davvero a 64 bit!!?? Poco! Rispetto anche a l’epoca di costruzione di questo “SuperComputer” ).
La memoria centrale era realizzata con nuclei magnetici, con una capacità iniziale di circa 256 KB ma espandibile, supportata da una grande infrastruttura di elettronica e raffreddamento. Furono prodotti pochi esemplari, utilizzati principalmente da enti di ricerca e governativi, tra cui il Los Alamos, per calcoli complessi e simulazioni scientifiche. Il costo era di circa 13 milioni di dollari, e nonostante le sue prestazioni rivoluzionarie, non soddisfò le aspettative commerciali, portando IBM a rimborsare una parte del costo del progetto ( di nuovo devo tornare a dire: “che bello quando esisteva il rispetto …. ” ).
Il 7030, pur classificato come insuccesso commerciale, fu una fonte di innovazioni che influenzarono la successiva famiglia IBM System/360, che divenne un grande successo. Il nome “Stretch” rifletteva l’idea di estendere le capacità del calcolo elettronico, mentre era soprannominato “Stretch-out” per le difficoltà nel suo sviluppo. Oggi rimane una pietra miliare nella storia del supercalcolo per le sue idee pionieristiche.
Dopo quasi 20 anni di duro lavoro, nel Settembre del 1980 l’ IBM 7030 è stato spento. Per approfondire: The IBM 7030, aka Stretch | IBM

Foto sopra: Rama and one more author – Own work


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