Bella la mia foto, ma sono sicuro che è mia?

Con la crescente potenza della potenza di calcolo e dell’intelligenza artificiale disponibile sia sugli Smartphone che sui PC, abbiamo raggiunto un punto in cui è diventato sempre più difficile distinguere tra fotografia e composizione, meglio .. diciamo tra fotografia ed elaborazione digitale … e, parlando di fotografo amatoriale “medio”, la chiamerei “elaborazione photoshoppata” .

Non sono qui per fare il solito predicozzo, anche perché, proprio per la stessa natura del digitale, all’ immagine ( appena sfornata dalla macchina ) un minimo di elaborazione serve; però è proprio un minimo-minimo: contrasto, livelli e saturazione colori. Il sensore non riconosce i direttamente colori (a parte il Foweon X3), ma solo il verde, rosso ed il blu ( vedi lo schema Bayern ) : poi tutti i colori mancanti vengono ricostruiti digitalmente ed è per questo motivo che va data una “risistemata” all’immagine. Molte macchine fotografiche fanno già questo lavoro ed i file in JPEG sono già pronti all’uso, ma non tutte: quindi un primo passo sarebbe già quello di modificare questi parametri direttamente in macchina.

Quello che vorrei sottolineare è che un uso smodato dei filtri, secondo me, non rende più lo scatto, un nostro scatto, ma lo scatto di chi ha sviluppato il filtro. L’immagine diventa “bella” perché adesso, grazie al filtro, assume tutt’altra “personalità” … peccato però che non siamo stati noi, con la nostra “arte” ( o abilità ) a renderla “migliore” o “più appetibile” al gran pubblico. Il merito va a chi a sviluppato il filtro. Allora quanto è ancora nostra questa fotografia? Quello che peggiora la situazione è che adesso, specialmente sugli Smartphone, al posto del filtro, c’è una IA , una “intelligenza artificiale” che fa guida anche nella composizione!! Non solo nell’applicazione postuma di interventi vari sui colori o sui livelli. Son sicuro che tutti i miei pochi lettori diranno in coro: “Ahhh io non uso la composizione automatica, guai!”, ma tanto sono sicuro che la tentazione è forte ed il dito ( di scatto ) debole e quindi lasciamo che sia qualcun altro a decidere per noi.

Lo so che una volta era diverso ( almeno per quanto riguarda il bianco e nero ) … e non sono ancorato con unghie e denti ai vecchi valori della fotografia: il mondo va avanti e c’è poco da fare… sarà bella ed affascinante la luce di una candela, ma l’elettricità elettrica è quella che ci serve. E con la fotografia è lo stesso: le pellicole hanno lasciato il passo ad una evoluzione. Però la foto era nostra! Eravamo noi che si decideva l’esposizione, eravamo noi che si sceglieva il modo migliore per lo sviluppo e poi tanto e tanto lavoro per la stampa in camera oscura: eravamo padroni di tutti i passaggi. Allora si che potevamo dire: “questa fotografia l’ho scattata io!”

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