Capitolo 3


Le acque cominciano a muoversi


La prima vera macchina elettronica senza rullino (ma sempre un prototipo) è stata la Pro Mavica della Sony annunciata nell' Agosto del 1981. Non è una vera macchina digitale ma una "still camera": produce fotografie da un fermo immagine video... insomma è una video camera specializzata per fotografare. Memorizza le immagini in modo analogico su appositi floppy disk (Mavica sta per: MAgnetic VIdeo CAmera ). Per vedere le foto poi si doveva usare il lettore per i floppy disk in dotazione collegato ad un normale televisore.


Era una reflex con obiettivi intercambiabili: inizialmente un 25mm f/2, un 50mm f/1.4 ed uno zoom 16-65mm f/1.4. Il sensore era composto da 570 x 490 pixel e misurava 10mm x 12 mm. L'esposizione era controllata manualmente seguendo le indicazioni luminose presenti dentro il mirino. La sensitività era di 200 ISO. Originariamente la Mavica aveva un solo tempo di 1/60 di secondo. Ogni immagine a colori era registrata sul floppy disk (fino a 50), chiamato "Mavipack". L'alimentazione era ottenuta da 3 comuni batterie stilo AA.


Le prime sul mercato


I primi modelli che vengono commercializzati nel 1988 sono l’ MVC-C1 Hi-Band Mavica ( Sony ) , la DS-1P ( Fuji ) e la QV-1000C ( Nikon ).


SONY MAVICA MVC-C1 PERSONAL CAMERA



Obiettivo: 15mm f/2.8

Tempi: da 1/60 a 1/500 di secondo

Sensore: 2/3-inch 280K MOS.

ISO: 80.

Accessori: MAP-T1 Playback Controller per rivedere le fotografie alla televisione.

Prezzo: $230


FUJI DS-1P

La prima macchina digitale che registra le foto su schede memoria SRAM da 16 MB (che necessitano di una batteria interna per mantenere le informazioni).

Obiettivo: 16mm f/5.6

Tempi: da 1/60 a 1/2000 di secondo

Sensore: 400K CCD.

Prezzo: 720$

Note: viene commercializzata solo in Giappone.


NIKON QV-1000C

Registra le immagini solo in bianco-nero.

Obiettivo: Nikkor 10-40mm f/1.4 e 11-20mm f/2

Tempi: da 1/8 a 1/2000 di secondo

Sensore: 2/3-inch, 380K CCD

ISO: ISO 400, 800 e 1600

Prezzo: $20.300

Note: vendute circa 100 macchine.


Un tragico destino


Un curioso articolo apparso sul sito Nikon qualche anno fa, prova a spiegare il fallimento della QV-1000C: "..le machine digitali furono un fallimento commerciale. Erano usate (in prova) da pochi giornali e, quando le fotografie venivano portate in redazione , ci veniva scritto sopra che erano state realizzate con una macchina digitale di marca Xxxxx (che ancora veniva chiamata “Still video camera”). Poichè la maggior parte delle foto erano di qualità molto povera, la scusa per non usarle era: "la cattiva qualità della foto è colpa della qualità della macchina, non è dovuta all’incapacità del fotografo, o al metodo di stampa".

Sulle fotografie fatte con la Nikon QV-1000C non fu mai scritta la loro provenienza digitale, nonostante le molte opportunità di essere stampate su giornali. Questo perchè molto probabilmente la qualità della foto era al livello di quella analogica per quanto riguarda la stampa sul 'supporto cartaceo' di un quotidiano. Così la QV-1000C perse l'opportunità di essere conosciuta perché la sua qualità era buona abbastanza per un uso pratico. Ironia della sorte: fu un fallimento perché era decisamente superiore alle altre macchine fotografiche elettroniche del tempo!

© Raffaello Ferrari 2012