Fujifilm X100 - seconda parte


Dopo aver parlato della costruzione e della “filosofia” dai cui nasce la X100, vorrei affrontare la qualità fotografica. Per far questo dovrei analizzare separatamente la qualità dell'obiettivo e del sensore, ma, essendo un “semplice” fotoamatore, sprovvisto anche del microscopio del piccolo chimico, cercherò di valutare la qualità complessiva di obiettivo + sensore seguendo quello che è il mio workflow operativo ( parolona per fare il saccente, semplicemente: importazione + sviluppo con Lightroom ).

Non ho mai sopportato le “analisi di laboratorio” di molte riviste, che spaccano il capello in quattr.. ops! Spaccano la microlente in quattro! E poi analizzano la Funzione di Trasferimento di Frequenza applicata al sistema ottico, o alla pellicola o al digitale... uuufffaaa! ma chi l'ha mai capita questa funzione! Forse il Signor Spock dell'astronave Enterprise!!


A me piace andare sulla pratica-pratica: faccio delle foto a differenti diaframmi/lunghezze focali e poi guardo l'immagine a formato pieno. Proprio così mi sono accorto, a suo tempo, di aver comprato un ciottolo di obiettivo! La MTF di cui sopra, con il grafichino delle linee per millimetro, che differiscono di un “tot” tra centro e bordi, non mi avrebbero fatto capire il mio grande errore..anzi, ahime! mi hanno convinto dell'acquisto! Avrei dovuto chiedere consiglio a Spock, ma era su Aldebaran. :-)

E cosa fotografo? Ma, per testare la nitidezza dell'obiettivo, fotografo le tegole rosse di un bel tetto! Le linee delle tegole sono un ottimo test rivelatore. Ok, l'obiettivo della mia reflex è un “ciottolo”, però con questo semplice test ho capito a quali diaframmi/lunghezze focali lavora al meglio.


Mi scuso per la digressione e torno alla X100, per rispondere innanzi tutto ad alcune critiche che le sono state mosse: obiettivo non intercambiabile e mancanza di stabilizzatore. Secondo me non sono pecche: innanzitutto perché l'ottica è stata ottimizzata per quel sensore. Ricordo che quando si usa uno zoom o si cambia obiettivo, ad esempio, ad una reflex, introduciamo sempre una, seppur piccola, approssimazione ( compromesso) di qualità nella formazione dell'immagine. Purtroppo questo è uno dei grandi difetti del digitale: i sensori sono estremamente sensibili all'inclinazione dei raggi di luce con cui sono colpiti. Quindi, differenti obiettivi, portano a differenti risultati; mentre con la pellicola questo non succedeva: bastava che la luce toccasse in qualunque punto l'alogenuro d'argento per farlo reagire fisicamente.

Non serve nemmeno lo stabilizzatore: la Fujifilm ha un grandangolo, e per “definizione” dello stesso, posso permettermi anche tempi più lunghi di quelli di uno zoom; poi l'obiettivo della X100 arriva a f2, quindi è davvero luminoso. Non voglio anticipare nulla...ma i 6400 ISO puliti della Fujifilm sono una bella marcia in più che non fanno certo rimpiangere la stabilizzazione.

Ultimo punto a favore dell'ottica non intercambiabile è che non si può sporcare il sensore. Non è una sciocchezza! Per quanta attenzione si può fare è impossibile non far cadere un po' di polvere sul sensore aperto di una macchina. Prima o poi succede e ci ritroviamo i nostri bellissimi cieli azzurri pieni di adolescenziali ed anti estetici punti neri ( sì, lo ammetto, è successo anche a me! ).


Rumore


La scala dei valori ISO della X100 va dai 200 ai 6400 ISO in Raw, ma in Jpeg si possono utilizzare anche i 100 e i 12800 ISO: questo è un particolare “strano” perchè le foto migliori si ottengono, come tutte le digitali, scattando in Raw, e quindi mi sarei aspettato del contrario: fermarsi a 6400 in Jpeg e arrivare a 12800 in Raw visto che ci sono più ampi margini di migliorare e “pulire” l'immagine. Sbaglio?

Qui ben poche parole, metto 3 immagini scattate a 6400 in Raw e importate in Lightroom con l'applicazione standard dello sviluppo. Le parole le lascio a voi, ma saranno poche perchè resterete a bocca aperta a domandarvi : “ma dov'è questo rumore?” :-)

Particolare

Particolare


Il rumore cromatico praticamente non c'è, mentre quello di luminosità è presente, ma poco-poco, ed assomiglia davvero alla  grana della pellicola e quindi è più  accettabile ( il rumore cromatico rovina senza storie l'immagine ). Naturalmente al crescere degli ISO i dettagli dell'immagine ed i colori cominciano a deteriorarsi ( e questo è fisiologico! ), ma anche a 6400 i risultati sono ottimi davvero!

I 12800 sono usabili proprio come classica “ruota di scorta”, anzi, secondo me come “ruotino”: andiamoci piano! Questi risultati grazie al software di conversione Adobe Camera Raw ( in Lightroom ): vi ricordo che per avere il meglio dalle immagini digitali è sempre meglio lavorare in Raw.


Spigolature


Metto adesso in evidenza una funzionalità di Lightroom che, in abbinamento con le immagini della X100 (scattate in Raw) lavora davvero bene: la correzione della distorsione, aberrazione e vignettatura dell'obiettivo.

Metto due immagini prima/dopo correzione: guardate come viene ottimamente corretta l'aberrazione, che in questo caso si manifesta come linea "bluastra" tra il cielo e la grondaia (ed anche lungo il muro).

Originale


Correzione



Il nome Fuji, specie a chi proviene dalla pellicola, porta subito alla mente le sue famose diapositive e, nella X100,  la casa vuol rendere onore a queste mettendo tra le varie funzioni la possibilità (quando si scatta in Jpeg) di simulare i colori delle Dia:  Provia, Velvia ed Astia. La Provia, come resa, mi piace molto, mentre la Velvia mi sembra anche fin troppo satura.


Provia


Velvia


Provia


Velvia

( Non ho messo la simulazione dell'Astia perchè per me rende i colori meno saturi ed i toni troppo morbidi: non mi piacciono per nulla. De gustibus! )


Due ultime parole per quello che riguarda la durata della batteria e la velocità di memorizzazione: entrambe non sono molto soddisfacenti. Con la prima carica della batteria ho fatto circa 200 foto, quando il manuale riporta che si può arrivare a 300. Probabilmente è dipeso dal fatto che ho usato molto il display specialmente mentre la imparavo ad usare ( display che è possibile spengere in automatico quando si mette l'occhio al mirino); ho cancellato molte foto e l'ho utilizzata per il trasferimento delle foto sul PC. Quindi confido in un netto miglioramento.

La velocità di memorizzazione è davvero bassa ( specialmente con i Raw )..ma forse è anche colpa della mia SD che non è proprio di ultima generazione. Altra cosa di cui nel manuale non c'è traccia: quando è in corso la memorizzazione non è possibile azionare alcun comando! Ad esempio: faccio uno scatto con il mirino ottico e, subito dopo, voglio passare a quello elettronico.. ma...non si può! Bisogna aspettare quei 1-2 secondi che finisca la memorizzazione.


Conclusioni finali


Nonostante alcune pecche operative di gioventù è una grande macchina fotografica! Finchè si rimane ad utilizzarla stile analogica va tutto benissimo, i "problemi" vengono quando si è "costretti" ad usare il suo terribile menu. Però la sostanza fotografica c'è tutta:  ottima costruzione, bellissime immagini ed ottimo obiettivo. Il suo utilizzo principe naturalmente è la street-photography e oserei anche soprannominarla regina della notte: per l'ampia apertura dell'obiettivo e per i suoi straordinari 6400 ISO. A proposito di Street-photography: un ultimo particolare: la X100 è silenziosissima!!!! Un altro grande punto a favore di questa macchina fotografica. Il prezzo lo sappiamo: 1.000 euro circa. Ma come diceva J.R di Dallas: "se chiedi quanto costa, vuol dire che non te la puoi permettere" :-) :-) 


Ops! Quasi dimeticavo... le tegole!


Ecco la differenza tra l'obiettivo "ciottolo" ( rivelo solo che è un 18-200 ) montato su di una Nikon D300 e l'obiettivo della X100.. quest'ultimo è decisamente migliore! Le immagini sono un ritaglio preso ai bordi ( dove gli obiettivi generalmente hanno il loro punto debole). Gli scatti sono fatti a parità di condizione: stessa focale (35mm) , stesso diaframma (f2) e stessa distanza di scatto (circa 3 metri). Si nota subito la differenza di "incisione" tra le due lenti.

18-200


X100

© Raffaello Ferrari 2012