Olympus OM-D E-M5


OMDEM5P


Uno sguardo rivolto sempre al futuro, ma con un pensierino verso il passato:  sembra ormai essere questa la filosofia della Olympus che, dopo la fortunata riedizione della PEN, oggi ci propone la versione “digital” della storica serie OM: la OM-D E-M5 ( intanto mi piacerebbe vedere la faccia di chi ha elucubrato questo nome!).  Una macchina dunque con un design anni 60 al cui interno si trova il top della tecnologia micro-43, e la Olympus, da sempre simbolo d’innovazione tecnologica, introduce nella OM-D per la prima volta una stabilizzazione su 5 assi, come una perfetta (e vera) tropicalizzazione che, secondo me, va ben oltre quello che si è visto fino ad ora sulle reflex più blasonate: ho visto vuotare una bottiglia d’acqua sulla OM-D oppure usarla sotto la doccia! 

Le mie prime impressioni d'uso sono molto favorevoli: è piccola e leggera ma si maneggia bene (oddio i tastini-ini sono proprio al limite), è personalizzabile a nostra immagine e somiglianza (parlo di associare diverse funzioni ai tasti) e le immagini che sforna sono davvero notevoli. Chi vuole trovare i suoi difetti lo fa, sbagliando, paragonandola ad una reflex: non è una reflex! L'autofocus può arrivare a 9 fotogrammi al secondoperò la messa a fuoco è bloccata sul primo scatto. Il mirino elettronico è eccellente..ma il mirino ottico di una reflex in confronto è straordinario. Qui i miei personalissimi "tips & tricks".



© Raffaello Ferrari 2012